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sabato 16 dicembre 2017

NATALE A PIANO–I CONCERTI DEL 17 E 18 DICEMBRE

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PENISOLA SORRENTINA – EMERGENZA GIOCO D’AZZARDO

slot-machine02-500x250Dai dati ufficiali della Aams (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) si evidenzia una vera e propria emergenza gioco d’azzardo in penisola sorrentina. Lo studio prende in esame gli incassi derivanti dalle macchinette poste nei locali pubblici (Videolottery e New Slot) ed è riferito all’anno 2016. Da questo studio emerge come in Penisola Sorrentina (da Vico Equense a Massa Lubrense) sia siano sperperati nel 2016 in macchinette mangiasoldi € 66.000.000 pari a 127.793.933.068 di vecchie lire, avete letto bene QUASI 128 MILIARDI DI VECCHIE LIRE!

Per quanto riguarda Piano di Sorrento gli abitanti risultano possedere un reddito pro-capite di € 19.327 e di questi ben € 914 vengono dilapidati nelle macchinette mangiasoldi. Ripeto il concetto, in media ogni abitante di Piano di Sorrento dilapida in un anno 914 euro in slot e videolottery!!!! L’incidenza sul reddito è del 5% che, seppur elevata, è inferiore alla media nazionale attestata sul 6%.

Impressionante il dato totale annuale, nel 2016 gli abitanti di Piano hanno speso in giocate la somma di € 11,91 milioni di euro, anche qui giova ripetere perché il dato sembra assurdo, in un anno gli abitanti di Piano di Sorrento hanno sperperato in videolottery e new slot €11.910.000 euro, trasformando nella vecchia lira fanno 23.060.996.103, avete letto ben OLTRE 23 MILIARDI DI VECCHIE LIRE!!!!

Per finire ecco i dati di giocate pro-capite per gli altri comuni della zona:

Sant’Agnello € 1.736

Sorrento € 1.315

Massa Lubrense € 420

Vico Equense € 379

Meta € 303

Ovviamente i dati vanno correttamente interpretati, quando si dice che gli abitanti di un comune giocano tot euro in realtà si divide gli incassi dei punti gioco per il numero di abitanti del comune ove esso è situato, è ovvio che se un abitante di Meta va a giocare i suoi soldi a Sant’Agnello quell’importo risulterà nelle statistiche a carico dei residenti a Sant’Agnello.

La tabella che segue indica il numero di apparecchi per il gioco ogni 1.000 abitanti.

Sorrento 11,2

Sant’Agnello 9,1

Piano di Sorrento 6,6

Vico Equense 5,1

Massa Lubrense 3,7

Meta 2,9

(Fonte: http://lab.gruppoespresso.it/finegil/2017/italia-delle-slot/)

mercoledì 13 dicembre 2017

Lavori di posa asfalto stradale su Corso Italia il 14 e 15 dicembre

Dalle ore 23 alle ore 7 dei giorni 14 e 15 dicembre 2017 è interdetto il transito automobilistico su Corso Italia per la posa dell'asfalto sul versante stradale di Piano di Sorrento nell'ambito dei lavori di manutenzione recentemente approvati dalla Giunta. Nell'ordinanza del Comandante dei VV.UU. sono indicati i percorsi alternativi. Giovedì 14.12.2017dalle ore 7.00 alle ore 22.00 c'è divieto di transito agli autobus ed agli autocarri superiori a 7,5 t., in via dei Platani direzione Sorrento dall’intersezione con via Cavone fino a quella con via Mortora S. Liborio, in via Mortora S. Liborio con direzione Sorrento dall’intersezione con via dei Platani fino a quella con il Corso Italia e sul Corso Italia direzione Sorrento dall’intersezione con via Mortora S. Liborio fino al confine con il Comune di S. Agnello. Il traffico pesante diretto a Sorrento, essendo già interdetta la percorrenza del Corso Italia, sarà pertanto obbligatoriamente ed interamente deviato per via Cavone, SS. 163, S. Agata.

ORDINANZA 156 DEL 13/12/2017
ORDINANZA 155 DEL 13/12/2017

venerdì 8 dicembre 2017

NATALE A PIANO DI SORRENTO–IL PROGRAMMA COMPLETO

PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI NATALIZIE 2017/2018   

8-9  dicembre ore 19,00 -  Largo Annunziata – Sagra del Ceppone  XII ed. e  Mostra di presepi.
27 novembre 9-10  dicembre – ore 17,00- 20,00  - Corso Italia e Piazze Cittadine – animazione itinerante con Maynard animation -  Per i bambini incontro con Babbo Natale.
Dal 9 dicembre  fino al 6 gennaio - Villa Fondi  “Natale al Museo Georges Vallet” ogni sabato visite guidate gratuite su prenotazione (tel. 081 8087078).
10 dicembre - ore 18,00 – Villa Fondi – “Mo ven Natal…”  Giuseppe Ercolano “racconta” Il Presepe napoletano a Piano di Sorrento –   Scatti d’autore di Umberto Astarita.
10 dicembre -  ore 18,45 – Villa Fondi – Concerto della Corale S. Maria del Lauro – Direttore M° Roberto Altieri.
10 dicembre ore 20,00 - Villa Fondi  - Museo Georges Vallet - “panettoni d’artista” - degustazione di panettoni della tradizione artigianale delle pasticcerie di Piano di Sorrento.
12 dicembre – ore 20,00 - Campetto Parrocchiale  di Mortora  -  XIV ed. del  Falò di Santa Lucia … “Quando la fede è luce”  Serata con “Cenere e Lapilli”.
13 dicembre - ore 20,00 - Campetto Parrocchiale  di Mortora  - “quando la fede è luce”  …  “Natale intorno al fuoco”.
13 dicembre – ore 20,30 – Teatro delle Rose -  Enzo Gragnaniello in concerto. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
16 dicembre ore 11,00 – Museo Georges Vallet Villa Fondi – l’Associazione Circuito sarà presente per l’iniziativa Musei Campania Network.
16 dicembre ore 18,00 – Villa Fondi – il prof. Guido di Lorenzo presenta: “Il sogno di Benino” di Italo Sarcone
16 dicembre ore 19,00 – Villa Fondi – Parrocchia SS. Trinità – Spettacolo Natalizio
17 dicembre ore 19,00 - Chiesa Monastero Agostiniane  -  Duo: Alessia Mortolani  e Giorgia Pesaresi -  Concerto “l’800 tra sacro e profano” - Società dei Concerti Sorrento.
17 dicembre ore 19,00 – Oratorio San Nicola “Concerto di Natale” del Singin’Glory Gospel Choir.
18 dicembre ore 17,00 –  Istituto Comprensivo Piano di Sorrento “Il mio Natale”scenografie presepiali nei portoni di Via S. Margherita.
18 dicembre ore 18,00 - Chiesa Monastero Agostiniane  - S.C.S. - International Chamber Orchestra “Musiche per il Natale e l’Anno Nuovo”.
18 dicembre – Basilica di S. Michele – ore 16,30 – Istituto Comprensivo Piano di Sorrento – “plesso G.Amalfi” Concerto “Note del Natale”.
18 dicembre – ore 19,00 - Teatro delle Rose -  la Scuola di Danza Patty Schisa festeggiando 40 anni di
19 dicembre – Istituto Comprensivo Piano di Sorrento - plesso Alice - “Villaggio di Babbo Natale”.
20 dicembre – Istituto Comprensivo Piano di Sorrento - plesso Alice:
     - ore 11,00 – Arrivo “Trenino di Babbo Natale” dal plesso P. Principe –
     - ore 19,00 – Incontro Musicale – “Cantiamo con i genitori”.
19 dicembre - ore 19,00 - Chiesa di S. Teresa  - Concerto Stella Musicae: Natale in tutte le lingue.
20 dicembre ore 19,30 - Villa Fondi – Accademia di Danza “Magic  Medley Ballet Ballet-  “Valzer Viennesi” coreografie di Marilina Iacono.
21 dicembre ore 18,00 Chiesa SS. Trinità – Concerto Orchestra Scuola Media “M. Massa”.
21 dicembre ore 19,00 – Chiesa di S.Teresa – “Melodie del Natale” con Antonello Cascone e Le Armonie.
22 dicembre ore 18,00 -  Villa Fondi – L’Accademia del Teatro Equestre Scuderia delle Sirene presenta: L’Arte dell’ Equitazione a 360° - Premio delle Sirene – con Natalia Estrada.
23 dicembre ore 19,00 – Chiesa Monastero Agostiniane  - Ensamble Sorrento in musica  - Orchestra a plettro Salvatore Converso.
25 dicembre ore 16,30  - Marina di Cassano – Santa Messa e processione del bambinello.
26 dicembre ore 19,00 – Chiesa di S. Teresa – il Gruppo di Ciro Ferrigno presenta”Le cartoline del Natale”.
26 dicembre ore 17,00 - Marina di Cassano – “I bambini della marina in…Concerto”.
27 dicembre ore 19,00  - Chiesa di S. Teresa – Associazione Tertium  Millennium “Concerto per la Famiglia”.
28 dicembre ore 19,30 – Chiesa Annunziata  - “Armonie di Natale” Recital del Gruppo Elpis.
28 dicembre ore 20,00 – Chiesa Parrocchiale di Mortora – Natale in musica - Corale S. Maria del Lauro – Meta – Direttore M° Roberto Altieri.
29 dicembre ore 17,30 - Villa Fondi  - Maria Antonietta Spadorcia giornalista parlamentare presenta il libro : “Di corsa e di carriera”.
29 dicembre ore 20,00  - Teatro delle Rose - La Compagnia “A Zeza”  e Scuola di Danza Patty Schisa presentano: “LA CANTATA DEI PASTORI” di Andrea Perrucci -  Ingresso libero fino ad esaurimento posti -.
29 - 30 dicembre – ore 16.00 - 19 ,00   - Corso Italia e Piazze Cittadine  - animazione itinerante con Maynard Animation - Per i bambini la slitta di Babbo Natale.
30 dicembre ore 19,00 –  Monastero Suore Agostiniane  – Claudio jr de Rosa con Zadeno trio.
30 dicembre  ore 13,00 - Marina di Cassano - Brindisi e saluto al Nuovo Anno.
1 gennaio ore 10,00 – Piazze e vie cittadine – BANDA “CITTA’ DI PIANO DI SORRENTO”.
1 gennaio ore 18,00 – Villa Fondi - L’Associazione Aequana e il gruppo di canto popolare Aequafonia presentano “Aprimm’ l’anno nuovo” La Canzone de lo  Capo d’Anno e brindisi con l’Amministrazione Comunale.
2 gennaio ore 18,00 – Chiesa Monastero Agostiniane  – I musica storia in “Da Napule a Betlemme…”.
3 gennaio ore 19,00 – Centro Culturale via delle Rose – Concerto Natalizio degli allievi Ass. Mus. Euterpe.
4 gennaio ore 20,00 – Teatro delle Rose – “Concerto per il Nuovo Anno” con: La Camerata Sorrentina, I Solis String Quartet e Teresa de Sio – Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
5 gennaio ore 19,00 – Chiesa Parrocchiale Mortora –– Associazione Bizet in “da Bach a Bach attraverso il Natale”.
6 gennaio ore 16,30 - Marina di Cassano - Serata della befana.

N.B. potranno essere apportate modifiche e/o integrazioni.

Presepi da visitare:

•    Villa Fondi – dal 10 dicembre al 14 gennaio 2018 -  “Mo ven Natal”… Giuseppe Ercolano “racconta” Il Presepe napoletano a Piano di Sorrento.
•    Basilica di S. Michele Arcangelo
•    Basilica SS. Trinità
•    Chiesa Parrocchiale Mortora
•    Cappella Santa Margherita
•    Oratorio San Nicola

lunedì 4 dicembre 2017

GIUSPATRONATO–IL MIO INTERVENTO A META

Un accenno storico

Il giuspatronato è il diritto di “patronato” sul beneficio ecclesiastico, riconosciuto giuridicamente dalla Chiesa e spettante a chi ha costituito la dote patrimoniale del beneficio al momento della sua fondazione o l’ha incrementata successivamente, nonché ai suoi successori legittimi. Questo diritto poteva essere ecclesiastico, se goduto da enti, corpi o persone ecclesiastiche (come un monastero maschile o femminile, un capitolo canonicale, un pievano etc.), oppure laicale.(singoli, città, sovrani, parrocchiani etc.).

Il giuspatronato garantiva sostanzialmente ai suoi detentori tre diversi privilegi:

  • L’onore consisteva nell’obbligo per i rettori di questi benefici di recitare preghiere particolari per la salute spirituale e per il benessere dei patroni e dei loro familiari, che, ad esempio, tra i vari privilegi,  fruivano di uno stallo chiuso, una panca o degli sgabelli propri dentro la chiesa, di avere per primi l’acqua benedetta, l’incenso, il pane benedetto e il bacio della pace.

  • La pensione alimentare a favore dei patroni laici, ma solo se questi erano dei privati, gravava sulle rendite del beneficio in caso di loro miseria, valutata in relazione al tenore di vita ritenuto consono alla propria condizione sociale.

  • la presentazione dei nuovi rettori

Aggiungiamo a titolo informativo che a questa forma di “patronato attivo” è da aggiungere l’esistenza di norme o pratiche di “patronato passivo”, cioè del diritto degli appartenenti ad una “nazione”, ad una comunità, ad una corporazione oppure ad una stirpe familiare ad essere eletti a preferenza di estranei.

Altra nota importante è che il giuspatronato è incorporale ed indivisibile, se aggiungiamo che, essendo un diritto spirituale, non puo’ essere venduto ne scambiato con un bene temporale a pena scomunica. Ne consegue, a mio avviso, che ogni decisione su eventuali rinunce deve essere presa all’unanimità da tutti i patroni.

I patroni laici corsero il rischio di essere espropriati d’ogni loro diritto nelle battute finali del Concilio di Trento (1545-1563) Qui fu presentato un progetto di Riforma dei Principi, che prevedeva di consolidare solo i diritti di patronato giustificati da quei documenti di fondazione e dotazione, che raramente erano ancora in possesso delle famiglie e delle comunità fondatrici. L’opposizione rigorosa del duca di Toscana Cosimo I impedì che il progetto andasse in porto: per i laici fu possibile sostituire la documentazione originale con «le molteplici presentazioni, ripetute per un periodo di tempo superiore alla memoria d’uomo», cioè per oltre trent’anni. In ogni caso il Concilio limitò i giuspatronati a quelli derivanti dalla fondazione o dotazione revocando tutti quelli derivanti da altre cause.

La fine dei benefici di giuspatronato laicale privato parve arrivare nei primi anni dell’800 durante l’occupazione francese, perché Napoleone concesse ai patroni la facoltà di rientrare in pieno possesso dei patrimoni beneficiali in occasione della prima vacanza, a condizione di versare alle casse statali una somma equivalente a un quarto del loro valore. A Napoli, Gioacchino Murat decise più sbrigativamente di trasferire le doti patrimoniali dei benefici non curati nelle mani dei loro patroni, facendo salvo il diritto dei rettori attuali a godere le rendite beneficiari per tutta la durata della loro vita.

Con la Restaurazione (1814) anche i diritti di patronato privato tornarono all’antico regime.

Nel 1822 qui in penisola sorrentina non tutte le sette parrocchie che erano sottoposte al giuspatronato avevano ricevuto le dotazioni per l’onesto sostentamento del Parroco, così il 10 ottobre 1822 Re Ferdinando I di Borbone, sovrano del Regno delle Due Sicilie, emanò un editto in cui imponeva ai patroni entro sei mesi di integrare la dote delle parrocchie. Il termine fissato trascorse inutilmente e quindi il diritto si doveva ritenere estinto. Tuttavia quando si verificò la vacanza nelle varie parrocchie, gli arcivescovi del tempo, con esplicita dichiarazione, fecero conoscere che volevano che i figliani di quelle parrocchie rimanessero nel loro diritto alla condizione che nello spazio di sei mesi avessero provveduto all’integrazione delle doti come richiesto da Ferdinando I. Negli archivi della Curia sono conservati gli atti notarili che vincolavano le rendite per il fine stabilito, atti che giunsero tutti nel termine fissato. Detti atti sono inseriti nella pratica della elezione popolare dei Parroci nominati dopo il 1822.

Con la legge 29 maggio 1855, n. 878 del Regno di Sardegna e, in seguito, con la legge 15 agosto 1867, n. 3848 del Regno d’Italia, ai patroni laici fu data la possibilità di redimere i beni concessi in dote ai benefici ecclesiastici, pagando allo Stato una tassa equivalente a un terzo del loro valore. Cosa che i nostri avi non fecero facendo sopravvivere il diritto di giuspatronato, diritto di cui ancora godiamo.

Nel Motu proprio “Ecclesiae Sanctae” del 6 agosto 1966 di Papa Paolo VI si legge: “ Sono abrogati i privilegi non onerosi, finora concessi a persone fisiche e morali, che comportino il diritto di elezione, di nomina e di presentazione per ciascun ufficio e beneficio non concistoriale, vacante; sono pure abrogate le consuetudini e vengono tolti i diritti di nominare, eleggere o presentare i sacerdoti ad un ufficio o beneficio parrocchiale.” e successivamente si legge “Se però i diritti o i privilegi in questo campo fossero stati costituiti in forza di una convenzione tra la sede apostolica e una nazione, oppure in seguito ad un contratto stipulato con persone sia fisiche che morali, bisogna trattare della loro cessazione con le persone interessate”. Appare chiaro che il diritto di elezione per le nostre parrocchie è a titolo oneroso a causa delle rendite vincolate nel 1822 che inoltre rappresentano un vero contratto stipulato con la Chiesa dell’epoca in forza del quale i fedeli fornivano la dote per il mantenimento delle chiese e del clero (le rendite) ed in cambio conservavano il diritto all’elezione, quindi l’unico modo per abrogare tale diritto è la trattativa con i fedeli secondo modalità ancora non ben definite.

Fondamentale per confermare la permanenza del giuspatronato nelle nostre sette parrocchie è il vigente Codice di Diritto Canonico ed in particolare il canone 523 “Fermo restando il disposto del can. 682, §1, la provvisione dell'ufficio di parroco spetta al Vescovo diocesano; essa avviene mediante libero conferimento, a meno che qualcuno non abbia il diritto di presentazione o di elezione.”

L’elezione del Parroco

In tutto il mondo esistono ad oggi solo 21 parrocchie i cui fedeli godono del diritto di Giuspatronato. Nella nostra Diocesi (Sorrento-C/mare) hanno diritto di eleggere il proprio Parroco le seguenti 7 parrocchie:

  • Casarlano - S. Maria di Casarlano

  • Trasaella - S. Maria delle Grazie

  • Sant’Agnello - S. Prisco e Agnello

  • Mortora - S. Maria di Mortora

  • Piano di Sorrento - S. Michele Arcangelo

  • Trinità - SS. Trinità

  • Meta - S. Maria del Lauro

Le suddetta parrocchie eleggono anche le amministrazioni laiche.

In origine votavano solo i capi dei “fuochi” (famiglie patriarcali) poi, fino al 1974, solo i capi famiglia, dal 1992 la votazione è a suffragio universale cioè tutti i battezzati maggiorenni residenti nella parrocchia. Il Parroco eletto “sposa” la parrocchia fino alla morte.

A Piano di Sorrento il diritto di elezione del Parroco risale di certo a prima del XV secolo, quindi prima del 1300. Il diritto era esercitato dalle famiglie Massa, Maresca e Cacace che il 5 maggio 1559 tramite atto notarile lo estendono a tutti i fedeli della parrocchia.

Nel Codice di diritto canonico vigente (risalente al 1983) l’unico punto in cui si fa accenno al giuspatronato è, come abbiamo visto, il canone 523 poi però non ci sono norme che regolino la procedura elettorale. Bisogna tornare indietro al Codice di diritto canonico precedente approvato nel 1917 per ritrovare una regolamentazione seppur superata dal tempo. Nel canone 1450 si stabilisce che per il diritto di giuspatronato “in avvenire non se ne creeranno di nuovi” ed inoltre si invitava a ridurre “quelli che oggi sono patronali ed opponendosi i patroni si osserverà quanto segue” e di qui partiva una elencazione di norme specifiche di interesse più che altro storico visto che ormai il Codice del 1917 risulta abrogato.

Per ovviare al vuoto normativo fu quindi approvato un regolamento diocesano che prevede che il presbiterio diocesano scelga liberamente cinque sacerdoti tra quelli di tutta la diocesi tra cui poi il Vescovo designerà i tre da sottoporre al voto dei fedeli. Quindi col regolamento attualmente vigente viene a cadere l’antico limite secondo cui i candidati dovevano essere nati e battezzati nella parrocchia in cui aspiravano a divenire parroci.

Nel 1987 nell’elezioni svoltesi a Meta in cui fu eletto don Gennaro Starita per la prima volta votarono anche le donne. La partecipazione fu molto alta, si recarono alle urne quell’8 marzo ben  3108 metesi su 5420 aventi diritto (57%).

Altrove il Giuspatronato continua senza problemi

Il nostro Vescovo ha perplessità sul giuspatronato da 11 anni le nostre parrochie sono rette da Amministratori parrocchiali e attendono le elezioni. Ma se la Chiesa è UNA e ci fosse qualche parrocchia che nel frattempo abbia esercitato questo diritto non cadrebbero tutte le obiezioni? O le norme viariano a seconda delle Diocesi? Ebbene due anni fa, nel 2015, la parrocchia di Rolo, provincia di Reggio Emilia, in cui il parroco viene eletto dal Consiglio Comunale, a regolarmente eletto il suo Parroco. L’elezione si è svolta nel novembre 2015 ei all’unanimià è stato eletto don Vianney di origini congolesi.

Le obiezioni

“Chi siamo noi per giudicare un sacerdote?”

E’ vero che noi cittadini nel votare operiamo una scelta e quindi “giudichiamo”, ma giudichiamo solamente chi, a nostro parere, è il sacerdote più adatto a guidare la parrocchia in base a parametri squisitamente soggettivi. Voler forzare la mano ed intendere tale giudizio esteso alla stessa figura dei sacerdoti candidati vuol dire non conoscere il regolamento diocesano che porta all’elezione del Parroco.

La procedura inizia con una cinquina di sacerdoti che viene scelta dal presbiterio diocesano con voto segreto tra tutti i sacerdoti dell’Archidiocesi che abbiano le doti e le attitudini spirituali, morali, pastorali e culturali per reggere il popolo di quella determinata parrocchia (art. 4). Il Vescovo, sentito il Consiglio Presbiterale Diocesano, da quella cinquina ne sceglierà tre da sottoporre al voto popolare (art. 6). E’ chiaro che da una simile e qualificata selezione emergeranno tre sacerdoti le cui qualità non possono essere messe in discussione. Quindi nel voto non giudichiamo il sacerdote in quanto tale ma si esprime solo una preferenza su chi dei tre, le cui qualità sono state già acclarate con una procedura ben codificata, sia a nostro avviso il parroco ideale.

“Il diritto di giuspatronato è anacronistico anche perché ormai nessuna famiglia contribuisce al sostentamento del clero e della parrocchia”

Questa è un’altra delle obiezioni più frequenti con cui chi, come me, difende questa tradizione deve scontrarsi. Anche questa sembra un’argomentazione difficile da demolire, sembra a chi non conosce la storia e non si prende la briga di documentarsi. Sull’anacronismo dobbiamo convenire che la Chiesa è infarcita di Riti anacronistici che visti da chi è culturalmente lontano da essa sembrano senza senso. Io adoro i Riti della Settimana Santa quindi vi prego di non fraintendermi e non montare un caso anzi vi chiedo con me di fare uno sforzo e per un momento guardare a questi Riti con gli occhi di un alieno. Vedreste in una notte di inizio primavera centinaia di adulti in giro per le vie del paese incappucciati e recanti vassoi pieni di cianfrusaglie (dadi, guanti, monete etc.) alla luce di lanterne a cera, più anacronistico di questo! Eppure per noi carottesi tutto ha un senso, tutto ha una ragione e mai ci sogneremmo di definire questi riti secolari anacronistici, di certo sarebbe più consono utilizzare ad esempio luci led al posto delle lanterne di cera ma ovviamente si rispetta la tradizione.

Sul sostegno economico alla parrocchia, che è fondamento del giuspatronato, bisogna ammettere che attualmente le famiglie non finanziano più con regolarità il nostro clero anche se in caso di necessità sono sempre intervenute, si pensi alla raccolta fondi per il restauro della nostra Basilica dopo il terremoto del 1980 o alla realizzazione delle porte di bronzo, ma la risposta sul permanere del diritto di giuspatronato la ritroviamo come spesso accade nella Storia.

C’è un prezioso libretto di don Vincenzo Simeoli intitolato appunto “Jus Patronatus” che venne dato alle stampe nel luglio del 2000 in soli 200 esemplari. Dal testo apprendiamo che il 10 ottobre 1822 Re Ferdinando con un editto invitò i patroni a pagare il dovuto per il mantenimento del clero. L’invito non venne rispettato dalle 7 parrocchie e quindi il diritto di giuspatronato doveva considerarsi estinto. Accadde però che gli arcivescovi del tempo con esplicita dichiarazione fecero conoscere che volevano che i figliani di quelle parrocchie rimanessero nel loro diritto a condizione che entro 6 mesi avessero provveduto all’integrazione delle doti così come previsto dall’editto di Re Ferdinando I. Nell’archivio della Curia sono conservati gli atti notarili che vincolavano le rendite per il fine stabilito e questi atti sono inseriti nella pratica di elezione di ogni parroco eletto dopo il 1822. Quindi quelle rendite dai nostri avi vincolate alle necessità delle parrocchie ancora esistono ed ancora producono reddito e l’hanno prodotto in tutti questi decenni ed è su questa base che si fonda il permanere del diritto di giuspatronato. Ed è per questo che il Vescovo o il Papa non potranno mai revocarlo se non con un accordo con la controparte (noi fedeli), il nostro giuspatronato non è un privilegio ma un diritto derivante da un onere che tuttora grava sulla collettività (mancato godimento di quelle rendite da parte nostra a favore delle parrocchie). Quindi il tutto puo’ configurarsi come un vero e proprio contratto cui la singola parte (fosse pure il Papa) non puo’ derogare.

Vi sono poi altre obiezioni di minore o nulla importanza, c’è chi paventa un pericolo di divisione tra i fedeli a causa di una eventuale campagna elettorale citando esempi recenti. Beh in una tradizione secolare di eventi del genere se ne ricorda solamente uno, quello recentissimo relativo all’ultima elezione, un po’ deboluccia come motivazione, se su 100 elezione una è andata male è quest’ultima l’eccezione e non la regola! Leggere poi che le elezioni sono “scempio ecclesiale opera del demonio” e che tale dichiarazioni arrivano dall’ultimo dei parroci eletti mi fa cadere letteralmente le braccia, dichiarazioni come queste sono anacronistiche e prive di senso!!!

Altra ridicola obiezione è che potrebbero recarsi alle urne anche i non battezzati. In teoria il problema si porrebbe ma in primo luogo la percentuale dei non battezzati è irrisoria rispetto al totale degli aventi diritto e se pure nell’improbabile ipotesi si recassero tutti a votare influenzerebbero poco l’esito della consultazione. Poi mi chiedo per quale motivo dovrebbero recarsi a votare? E se pure lo facessero che danno potrebbero fare? La scelta è comunque limitata a tre sacerdoti scelti con i metodi di cui sopra e quindi tutti meritori e di provata fede e capacità.

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Fonti:

  • Don Vincenzo Simeoli “Jus Patronatus” -  Ed. La Pergamena - 2000

  • Francesco De Angelis, Tommaso Maresca “Memorie storiche della chiesa di S. Michele Arcangelo in Piano di Sorrento” - Ed. G. D’Onofrio - 1935

  • Gaetano Greco “Giuspatronato e Chiesa in Italia” - Associazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa (www.storiadellachiesa.it) - 2015

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piano di una volta